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SCHEMI DI OMELIE (senza pretese)

Alcune considerazioni in rapporto all’ordinamento romano che prevede oggi tre letture per le domeniche e i giorni festivi e due letture per gli altri giorni.

  1. Dobbiamo riconoscere che non esiste in assoluto un ordine di precedenza nel commento alle letture.
  2. Se si prendono in considerazione tutte e tre le letture, possiamo dire che non si comincia quasi mai con la 2a.
  3. Siccome la 1a lettura è sempre scelta in funzione della 3a, si dovrà cercare anzitutto il punto d’incontro tra la 1a e la 3a: sarà quella la tematica fondamentale da svolgere.
  4. Conviene partire dalla lettura che delinea il contesto storico più adatto: generalmente, ma non necessariamente, la 1a lettura, a volte la 3a; si prosegue poi con l’altra lettura che, sotto il profilo della progressione storico-salvifica, costruisce sulla precedente.
  5. Quindi sarà bene prestare attenzione alla 2a lettura che, attraverso uno sviluppo di tipo parenetico, aiuta a trarre conclusioni di vita cristiana.
  6. Se invece, come raramente succede, la tematica della 2a lettura fatica a combaciare con quella delle altre, si può tralasciare di farvi riferimento.
  7. In ogni caso non bisogna mai presentare l’omelia come se spettasse ad essa pronunciare l’oggi salvifico, altrimenti bisognerebbe concludere che, in assenza dell’omelia, esso non si realizza.
  8. L’oggi salvifico della Parola di Dio è pronunciato nel momento in cui la Parola viene proclamata: l’omelia si limita a esplicitarlo e a inculturarlo in rapporto al vissuto concreto.
  9. L’omelia-tipo è quella di Gesù che, esprimendosi al passato, dà atto di un’attualizzazione già avvenuta: «Oggi si è adempiuta nei vostri orecchi questa Scrittura!» (Lc 4,21).
  10. Nei giorni feriali è possibile impostare l’omelia sulla base di una sola lettura; si tratterà di cogliere uno spunto per proporre una breve riflessione.

1. TEMPO DI AVVENTO

B-Avv-1

(Is 63,16b-17.19b; 64,,2-7; 1Cor 1,3-9; Mc 13,33-37) AVVENTO = tempo privilegiato: per vegliare, per tenere lo sguardo fisso alla meta, per ricordare che la nostra esistenza terrena è un fiducioso andare incontro a colui che è nostro Padre.

B-Avv-2

(Is 40,1-5.9-11; 2Pt 3,8-14; Mc 1,1-8) AVVENTO = invito vigoroso a impegni concreti: il Signore verrà e consolerà, (a) solo se noi lo faremo venire; (b) solo se tu lo farai venire nella tua famiglia; (c) solo se tu saprai consolare chi ti sta accanto.

B-Avv-3

(Is 61,1-2.10-11; 1Tes 5,16-24; Gv 1,6-8.19-28) Abbiamo bisogno che il Signore venga: (a) a portare il lieto annunzio ai poveri che siamo noi; (b) a fasciare le piaghe dei nostri cuori spezzati; (c) a proclamare la libertà a quanti oggi vivono in schiavitù fisica; (d) ad annunciare la misericordia (apertura del cuore verso il misero: "miseri-cor").

B-Avv-4

(2Sam 7,1-5.8b-12.14a-16; Rm 16,25-27; Lc 1,26-38) Dio si inserisce nella nostra storia, che assume così com'è: i suoi antenati non erano perfetti; si è limitatoa scegliersi una madre che ha resa perfetta, immacolata.

(Ger 33,14-16; 1Tes 3,12–4,2; Lc 21,25-28.34-36) AVVENTO = tempo di attesa e di impegno fattivo. Il Signore verrà nella mia vita... nella mia famiglia... nella misura in cui mi impegnerò a farlo venire.
(Ba 5,1-9; Fip 1,4-6.8-11; Lc 3,1-6) Dio salva nella misura in cui noi cooperiamo alla salvezza. Maria, modello di cooperazione al piano di Dio.

 

2. TEMPO DI NATALE

(Lc 62,11-12;Ti 3,4-7; Lc 2,15-29) Dio prende corpo in una famiglia vera, per ricordarci che la famiglai è la cosa più bella che Dio ha inventato.

(Is 52,7-10;Eb 1,1-6; Gv 1,1-18) "Come sono belli i piedi del messaggero che annunzia la pace!". Ogni sera dovrei fare l'esame di coscienza contemplando i miei piedi. Se mi hanno portato ad annunziare la pace, Deo gratias! Se invece mi hanno portato a seminare divisione, Confiteor"
(Gen 15,1-6; 21,1-3; Eb 11,8.11-12.17-19; Lc 2,22-40) Dalla Sacra Famiglia alle "nostre" Famiglie: un impellente richiamo al senso dei valori.
(Sir 24,1-2.8-12; Ef 1,3-6.15-18; Gv 1,1-18) Alla scuola della Sapienza impariamo a conoscere meglio il mistero di Dio e quel mistero ancora più complesso che siamo noi stessi.
(Is 60,1-6; Ef 3,2-3a.5-6; Mt 2,1-12) Un popolo di missionari.
(Is 55,1-11; 1Gv 5,1-9; Mc 1,7-11) Inizia la missione di Gesù, e con la sua, anche la nostra.

 

3. TEMPO DI QUARESIMA

Gl 2,12-18; 2Cor 5,20 – 6,2; Mt 6,1-6.16-18) Oggi ci cospargiamo il capo di cenere; domani lo profumeremo!

A-Quar-1

(Gen 2,7-9; 3,1-7; Rm 5,12-19; Mt 4,1-11) (a) La tentazione è condizione dell’esistenza umana; (b) La tentaz. è condiz. di crescita; (c) La tentaz. si supera richiamandosi ai princìpi solidi; (d) La tentaz. si supera con la grazia di Dio, che ci aiuta a crescere.

A-Quar-2

(Gn 12,1-4a; 2Tm 1,8b-10; Mt 17,1-9) Quaresima = tempo favorevole per verificare il nostro cammino spirituale

A-Quar-3

(Es 17,3-7; Rm 5,1-2.5-8; Gv 4,5-42) La scena di Gesù al pozzo, è la scena di ognuno di noi. Ognuno di noi: una sete profonda di acqua viva, che spesso non sa di avere. Gesù è là, seduto al pozzo in attesa di incontrare me.

A-Quar-4

(1Sam 16,1b.4.6-7.10-13; Ef 5,8-14; Gv 9,1-41) L’occhio dell’uomo guarda l’apparenza (= vede in superficie); l’occhio di Dio guarda il cuore (= vede in profondità). Impariamo a guardare le cose con gli occhi di Dio.

A-Quar-5 (Ez 37,12-14; Rm 8,8-11; Gv 11,1-45) Chiederemo due cose: (a) che il S. ci aiuti a credere in lui... in vista della n/ risurrezione fisica nell’ultimo giorno; (b) ... in vista della n/ risurrezione spirituale, oggi.
(Gen 9,8-15; 1Pt 3,18-22; Mc 1,12-15) L'alleanza di Dio con Noè, l'alleanza di Dio con noi, le alleanze tra di noi
B-Quar-2 (Gen 22,1-2.9a.10-13.15-18; Rom 8,31b-34; Mc 9,2-10) La prova di Abramo, la prova di Gesù, le nostre prove
(Es 20,1-17;1Cor 1,22-25; Gv 2,13-25) La Domenica: giorno per gli altri
(2Cr 36,14-16.19-23; Ef 2,4-10; Gv 3,14-21) Creati per le opere buone, perché in esse camminiamo
(Ger 31,31-34; Eb 5,7-9; Gv 12,20-33) Amare gli altri più di noi stessi
(Dt 26,4-10; Rm 10,8-13; Lc 4,1-13) Se le tentazioni di Gesù non fossero state registrate nei Vangeli, noi non avremmo mai potuto immaginarle possibili. Sono state scritte per darci un preciso messaggio: di fiducia e di impegno.
(Gn 15,5-12.17-18; Fil 3,17–4,1; Lc 9,28b-36) "Non c'è rosa senza spine": le spine le ha messe il Signore; il profumo è per noi. La sofferenza, pur non essendo in sé un bene, è condizione di vita. Ha due pregi: ci apre su Dio e sugli altri.
(Es 3,1-8a.13-15; 1Cor 10,1-6.10-12; Lc 13,1-9) Davanti ai fatti di cronaca e alle sventure non dobbiamo contentarci di sentimenti di compassione; ma dobbiamo trarre spunti di riflessione e di impegno, affinché simili fatti (per quel che dipende da noi) non abbiano a ripetersi, causando ulteriori sofferenze.
(Gs 5,9a.10-12; 2Cor 5,17-21; Lc 15,1-3.11-32) Il pensiero delle nostre debolezze ci aiuta a comprendere le debolezze degli altri. Il figlio maggiore non capisce, perché di debolezze crede di non averne mai avute. Giustificare sempre la persona che sbaglia, non la cosa sbagliata.
(Is 43,16-21; Fil 3,8-14; Gv 8,1-11) Gesù costringe i Farisei a un esame di coscienza. Riconoscono i loro peccati, ma non riconoscono la misericordia di Dio; e se ne vanno. Se fossero rimasti, sarebbero stati perdonati anche loro! Il perdono che il Signore prepara è un perdono sempre nuovo, sempre più grande.

 

4. TRIDUO PASQUALE

In Coena D.ni (Es 12,1-8.11-14; 1Cor 11,23-26; Gv 13,1-15) Gesù non ha istituito l’Eucaristia perché ci contentiamo di contemplarla e adorarla, ma perché la mangiamo. Perciò dobbiamo preoccuparci di riceverla ogni volta che andiamo a Messa, accostandoci con regolare frequenza all’altro sacramento che egli pure ha istituito, cioè al sacramento della Confessione.
Pasqua-Veglia (Mc 16,1-7)
Pasqua-Giorno (At 10,34a.37-43; Col 3,1-4; Gv 20,1-9)

 

5. TEMPO PASQUALE

B-Pasq-2 (At 4,32-35; 1Gv 5,1-6; Gv 20,19-31) Noi, riconoscenti a Tommaso: ha dato occasione al Signore di pronunciare una beatitudine per noi, che non abbiamo visto.
B-Pasq-3 (At 3,13-15.17-19; 1Gv 2,1-5a; Lc 24,35-48) Predicare a partire dalle Scritture. Trovare nuove forme di predicazione, che si affiancano nel quotidiano alla predicazione fatta in chiesa.
B-Pasq-4 (At 4,8-12; 1Gv 3,1-2; Gv 10,11-18) Il Papa, l'abbiamo; i vescovi, li abbiamo; quelli che oggi mancano sono i sacerdoti!
B-Pasq-5 (At 9,26-31; 1Gv 3,18-24; Gv 15,1-8) Qual è il mio inserimento nella Chiesa universale/locale/familiare? Sono io un tralcio che si lascia potare?
B-Pasq-6 (At 10,25-26.34-35.44-48; 1Gv 4,7-10; Gv 15,9-17) Come mettere il pratica il comandamento dell'amore: in famiglia, tra parenti, tra vicini, sul lavoro? Invito a non chiudersi mai.
B-Ascensione (At 1,1-11; Ef 4,1-13; Mc 16,15-20)
B-Pentecoste (At 2,1-11; Gal 5,16-25; Gv 15,26-27; 16,12-15)
C-Pasq-2 (At 5,12-16; Ap 1,9-11a.12-13.17-19; Gv 20,19-31) Beati quelli che, pur non avendo visto, crederanno.
C-Pasq-3 (At 5,27b-32.40b-41; Ap 5,11-14; Gv 21,1-19) Gli Apostoli imparano a riconoscere il Signore anche nella sofferenza:una sofferenza che non vanno a cercarsi, ma che trovano sulla strada della loro vita.
C-Pasq-4 (At 13,14.43-52; Ap 7,9.14b-17; Gv10,27-30) Una moltitudine immensa che attende la Parola di Dio. E noi, facciamo parte o no di questa moltitudine? Siamo noi assetati della Parola di Dio, oppure ci contentiamo di ascoltarla con le orecchie, ma non con il cuore? La Parola di Dio non si annuncia da sola. Ci preoccupiamo del problema delle vocazioni?
C-Pasq-5 (At 14,21b-27; Ap 21,1-5a; Gv 13,31-33a.34-35) Le tribolazioni fanno parte della vita. Eliminarle del tutto non è possibile. Se siamo soli a portarle, ci schiacciano. Se non siamo soli, rimangono, ma sono più leggere. Importante è fare riferimento a qualcuno che è stato costituito proprio per rianimare ed esortare. Questo “qualcuno” è per vocazione il sacerdote.
C-Pasq-6 (At 15,1-2.22-29; Ap 21,10-14.22-23; Gv 14,23-29) Oggi: abituati al linguaggio dell’inter-faccia, dei sistemi inter-attivi, dell'assistenza “on line”. Ma lo Spirito Santo è molto più interattivo di Internet! Avvertiamo noi il bisogno di questa assistenza perché ci aiuti a risolvere i nostri conflitti personali? ... i conflitti all’interno della Chiesa, della società, della famiglia...?
C-Ascensione (At 1,1-11; Eb 9,24-28; 10.19-23; Lc 24,46-53) Lo Spirito S. ti aiuterà a diventare predicatore del Vangelo, non necessariamente in chiesa, ma in casa, sul lavoro, con chi ti chiede la carità dell'ascolto. Tutti: chiamati ad essere predicatori del Vangelo della vita e della pace!
C-Pentecoste L'Ascensione pone fine al tempo di Gesù (= tempo dell’infanzia degli Apostoli: paurosi, incapaci di pensare agli altri); la Pentecoste inaugura il tempo dello Spirito Santo (= tempo della maturità degli Apostoli, tempo della Chiesa, cioè della maturità nostra).

 

6. TEMPO «PER ANNUM»

A-Ann-02 (Is 49,3.5-6; 1Cor 1,1-3; Gv 1,29-34) Chi è per noi Gesù? Forse è uno che non conosciamo; o che conosciamo dal di fuori. Forse è uno che conosciamo troppo, ... troppo sul piano devozionale... Invece è dal di dentro che lo dobbiamo conoscere... Se lo conosceremo così, lo conosceremo bene.
A-Ann-03 (Is 8,23b–9,3; 1Cor 1,10-13.17; Mt 4,12-23) L’invito di Gesù a convertirci è per noi che oggi ascoltiamo la sua Parola: dalle nostre tenebre quotidiane alla Grande Luce del Vangelo.
A-Ann-04 (So 2,3;3.12-13; 1Cor 1,26-31; Mt 5,1-12a) Il Signore ci chiama ad abbandonare ogni giorno la sapienza del mondo (compromessi), per adeguarci ogni giorno alla sapienza delle beatitudini (radicalità del Vangelo).
A-Ann-05 (Is 58,7-10; 1Cor 2,1-5; Mt 5-13-16) Siamo invitati a comprendere che la religione non è mai un rapporto a due (io e Dio), ma è sempre un rapporto a tre (io, gli altri e Dio).
A-Ann-06 (Sir 15,15-20; 1Cor 2,6-10; Mt 5,17-37) Se evitare il male non è sempre in nostro potere, fare il bene è sempre in nostro potere, precisamente nella misura in cui ci renderemo disponibili ad accogliere in noi la Sapienza divina, misteriosa, nascosta a coloro che non la cercano.
A-Ann-07 (Lev 19,1-2.17-18; 1Cor 3,16-23; Mt 5,38-48) Il perdono cristiano è disponibilità di fondo verso l’altro, è il desiderio di dimenticare l’offesa. Esso può sussistere anche quando i sentimenti sembrano attestare il contrario. Il desiderio di perdonare è già perdono.
A-Ann-08 (Is 49,14-15; 1Cor 4,1-5; Mt 6,24-34) Siamo invitati a rispettare l’ordine dei valori; a non mettere i beni che si vedono e si toccano al di sopra degli altri. Se mettiamo Mammona al 1° posto, non ci saranno che opere di tenebre; se invece mettiamo al 1° posto Dio e la sua giustizia, allora ci saranno opere di luce.
   
B-Ann-02 (1Sam 3,3b-10.19; 1Cor 6,13c-15a.17-20; Gv 1,35-42) Giovanni Battista indica l'Angello di Dio, con una parola che in aramaico collega l'immagie dell'angello pasquale alla figura del Servo sofferente.
B-Ann-03 (Giona 3,1-5.10; 1Cor 7,29-31; Mc 1,14-20) Gesù alla ricerca di collaboratori. Nessuno è escluso dalla chiamata.
B-Ann-04 (Dt 18,15-20; 1Cor 7,32-35; Mc 1,21-28) La vita come il deserto. Per camminare sicuri abbiamo bisogno di guide. Per noi cristiani: il magistero del Papa, dei Vescovi, dei Sacerdoti.
B-Ann-05 (Gb 7,1-4.6-7; 1Cor 9,16-19.22-23; Mc 1,29-39) Chi non ha mai sofferto è un grande egoista. Chi ha sofferto poco è un piccolo egoista. Chi ha sofferto molto è sensibilissimo alle sofferenze degli altri.
B-Ann-06 (Lv 13,1-2.45-46;; 1Cor 10,31 - 11,1; Mc 1,40-45) In ebraico la parola "compassione" significa il "grembo materno". Nei confronti dei malati è mosso a compassione, perché ha "viscere paterne e materne" verso quanti sono provati dalla malattia fisica o morale.
B-Ann-11 (Ez 17,22-24; 2Cor 5,6-10; Mc 4,26-34) Tema: Làsciati staccare, gettare nel solco e seminare! 
B-Ann-13 (Sap 1,13-15; 2,23-24; 2Cor 8,7.9.13-15; Mc 5,21-43) Tema: Nelle prove della vita non diamo la colpa a Dio, ma aiutiamoci gli uni gli altri.
B-Ann-14 (Ez 2,2-5; "Cor 12,7-10; Mc 6,1-6) Tema: Il predicatore del Vangelo: nella sua debolezza è forte della fortezza di Dio.
B-Ann-15 (Am 7,12-15; Ef 1,3-14; Mc 6,7-13) Tema: Predicare/testimoniare il Vangelo nel quotidiano e in quel momento privilegiato che è l'omelia liturgica.
B-Ann-16 (Ger 23,1-6; Ef 2,13-18; Mc 6,30-34) Tema: pastori, non per condannare, ma per pascere, per sentire compassione, per consolare... in nome di Dio.
B-Ann-17 (2Re 4,42-44; Ef 4,1-6; Gv 6,1-15) Tema: Dio aiuta, se noi ci aiutiamo. Dio interviene, se noi ci rimbocchiamo le maniche. I 20 pani d’orzo (AT) e i 5 pani d’orzo + i 2 pesci (NT) sono nostri.
B-Ann-18 (Es 16,2-4.12-15; Ef 4,17.20-24; Gv 6,24-35) "Se il pane è quotidiano, perché lo riceveresti dopo un anno? Ricevi ogni giorno ciò che ti deve giovare ogni giorno!" (Sant'Ambrogio).
B-Ann-19 (1Re 19,4-8; Ef 4,30–5,2; Gv 6,41-51) "Io sono il pane della vita". La Riforma liturgica dà (a chi lo desidera) la possibilità di ricevere la comunione sulla mano. San Cirillo di Gerusalemme spiega come la si deve ricevere.
B-Ann-20 (Pr 9,1-6; Ef 5,15-20; Gv,51-58) "Chi mangia questo pane vivrà in eterno!"
B-Ann-21 (Gs 24,1-2a.15-17.18b; Ef 5,21-32; Gv 6,60-69)"Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna!"
B-Ann-22 (Dt 4,1-2.6-8; Gc 1,17-18.21b-22.27; Mc 7,1-8.14-15.21-23) "Ascolta, Israele! Non addomesticare i comandamenti! Non annacquare il Vangelo!"
B-Ann-23 (Is 35,4-7a; Gc 2,1-5; Mc 7,31-37) Invito a interessarci degli altri, a cominciare da quelli che ci sono più prossimi.
B-Ann-24 (Is 50,5-9a; Gc 2,14-18; Mc 8,27-35) La sofferenza non è certo un bene, ma porta in sé qualcosa di positivo: apre su Dio, apre sugli altri. Chi non ha mai sofferto è chiuso in se stesso.
B-Ann-25 (Sap 2,12.17-20; Gc 3,16–4,3; Mc 9,30-37) Invito a coltivare la mistica del servizio: io in funzione degli altri. Due esempi: Gesù, "il Servo del Signore"; Maria, "la serva del Signore".
B-Ann-26 (Nm 11,25-29; Gc 5,1-6; Mc 9,38-43.45.47-48) Non essere gelosi, ma imparare a simpatizzare con tutti quelli che fanno del bene. Non essere superbi, ma imparare a lasciarsi aiutare.
B-Ann-27 (Gen 1,18-24; Eb 2,9-11; Mc 10,2-16) Che il Signore ci aiuti (a) a comprendere la santità della famiglia; (b) a non avere il cuore "sclerotizzato"; (c) a non giudicare chi si trova in situazione difficile.
B-Ann-28 (Sap 7,7-11; Eb 4,12-13; Mc 10,17-30) Chiedere il dono della sapienza, per poter fare nel momento giusto le scelte giuste.
B-Ann-29 (Is 53,10-11; Eb 4,14-16; Mc 10,35-45) Coltivare la "mistica del servizio". Oggi GMM: condividere le attese dei popoli e compatire le infermità dei poveri del mondo.
B-Ann-30 (Ger 31,7-9; Eb 5,1-6; Mc 10,46-52) Se, come Bartimeo grideremo "Gesù, làsciati commuovere per me!", ci sentiremo rispondere: "Coraggio, alzati, ti chiama".
B-Ann-31 (Dt 6,2-6; Eb 7,23-28; Mc 12,28b-34) I comandamenti sono stati scritti dal dito di Dio su due Tavole: 1a Tavola = quelli che riguardano Dio; 2a Tavola = quelli che riguardano il Prossimo. Gesù insegna a non disgiungere Dio dal Prossimo.
B-Ann-32 (1Re 17,10-16; Eb 9,24-28; Mc 12,38-44) La vera religiosità = il coraggio di giocare la propria vita "per Dio" e "per gli altri".
B-Ann-33 (Dn 12,1-3; Eb 10,11-14.18; Mc 13,24-32) Saper pensare al futuro, senza nessuna fretta di lasciare questa vita. Il Signore ci aiuti a pensare serenamente a quando usciremo dalla scena di questo mondo, per la vita!
B-Ann-34 (Dn 7,13-14; Ap 1,5-8; Gv 18,33-37) "Re per reggere, per sorreggere, per portarci, per sopportarci. Lasciamoci portare/sopportare da Cristo Re; impariamo a portare/sopportare gli altri".
C-Ann-2 (Is 62,1-5; 1Cor 12,4-11; Gv 2,1-11)Il matrimonio è santo; è un dono/carisma; è un dono accanto ad altri doni/carismi.
C-Ann-3 (Ne 8,2-4a.5-6.8-1o; 1Cor 12,12-30; Lc 1,1-4; 4,14-21) "Senza la domenica non possiamo vivere". Oggi: un invito a riflettere sui ritmi della nostra fame spirituale.
C-Ann-4 (Ger 1,4-5.17-19; 1Cor 12,31–13,13; Lc 4,21-30) Tutti (chi dal pulpito, chi nel quotidiano) siamo chiamati a testimoniare la nostra fede nella carità.
C-Ann-5 (Is 6,1-2a.3-8; 1Cor 15,1-11; Lc 5,1-11) Per fare qualcosa, Dio ha assolutamente bisogno di noi.
C-Ann-10 (1Re 17,17-24; Gal 1,11-19; Lc 7,11-17) Nei confronti di nessuno siamo autorizzati a pensare che sia nel luogo del castigo. La liturgia parla sempre dei nostri defunti con serenità: sono con Dio, là dove pensano a noi, pregano per noi. In pari tempo, non sapendo a quale grado di purificazione siano giunti, la liturgia ci invita a pregare per loro.
C-Ann-13 (1Re 19,16b.19-21; Ga 5,1.13-18; Lc 9,51-62) Oggi c’è tanta paura di impegnarsi. Oggi la liturgia ci offre 3 modelli di fedeltà alla vocazione (costi quel che costi): ELISEO, PAOLO, GESÙ.
C-Ann-14 (Is 66,10-14c; Ga 6,14-18; Lc 10,1-2.17-20) Chi è il profeta/discepolo/apostolo? Chi è l’incaricato di annunziare pace/consolazione/gioia? Solo i sacerdoti? Certo anche loro. Ma non solo i sacerdoti! Ogni cristiano. Quindi anche tu! ... nella tua famiglia... nella tua professione.
C-Ann-15 (Dt 30,10-14; Col 1,15-20; Lc 10,25-37) La fede non è un insieme di cose da dire (pregh. del matt./sera) o di prescrizioni da rispettare. È una coerenza di vita, che non separa Dio (che non si vede) dal prossimo (che si vede). Il sacerdote e il levita sono condannati da Gesù, perché si sono disinteressati del prossimo. Il buon samaritano è additato a modello, perché si è interessato al prossimo.
C-Ann-16 (Gn 18,1-10a; Col 1,24-28; Lc 10,38-42) Accogliere il S. non significa soltanto mettere in atto una serie di gesti esteriori (COME MARTA); ma implica un atteggiamento profondo di disponibilità e di ascolto (COME MARIA). Il luogo dell’ascolto è principalmente il raduno liturgico. La mensa della Parola e la mensa dell’Eucaristia sono il nostro Viatico per l’intera settimana.
C-Ann-17 (Gn 18,20-32; Col 2,12-14; Lc 11,1-13) Due insegnamenti per noi. 1° CHIEDERE CON INSISTENZA: realtà materiali: chiederle, senza pretenderle; realtà spirituali: chiederle nella certezza di ottenerle. 2° IMPARARE A PERDONARE: nella nostra richiesta di perdono c’è già il nostro impegno preciso a perdonare.
C-Ann-18 (Qo 1,2; 2,21-23; Col 3,1-5.9-11; Lc 12,13-21) Due frasi incisive ci aiutano a riassumere l’insegnamento di Qohèlet e quello di Gesù: 1) PAPA FRANCESCO: Mia nonna mi diceva: il sudario non ha tasche! (= non ci porteremo dietro nulla); 2) SAN GIACOMO: La carità copre una moltitudine di peccati!
C-Ann-19 (Sap 18,6-9; Eb 11,1-2.8-19; Lc 12,35-40) Chiedere al Signore che ci insegni a vivere aggrappati "alla città di quaggiù" con lo sguardo sempre teso "alla città di lassù".
C-Ann-20 (Ger 38,4-6.8-10; Eb 12,1-4; Lc 12,49-53) Qual è la mia lotta che devo combattere, per rimanere coerente con me stesso? Da che cosa devo separarmi, per restare fedele ai miei doveri familiari, professionali? Lasciamoci illuminare dall’esempio del Profeta Geremia, dall’esempio dei martiri,e soprattutto dall’esempio del Signore Gesù.
C-Ann-21 (Is 66,18b-21; Eb 12,5-7.11-13; Lc 13,22-30) La porta stretta, di cui parla Gesù, è la coerenza di vita, l’onestà a tutti i livelli, è l’assiduità al raduno domenicale, per ascoltare Dio che ci parla attraverso la sua Parola, per sederci alla mensa eucaristica.Dobbiamo dirci: in chiesa ogni domenica c’è un posto per me.Lo occupo ogni domenica, o spesso lo lascio vuoto? Ma andare in chiesa non basta se manca l’impegno concreto a vivere da cristiani.
C-Ann-22 (Sir 3,17-20.28-29; Eb 12,18-19.22-24a; Lc 14,1.7-14) La corsa ai primi, che nella parabola Gesù condanna, non vale per i posti in chiesa. Sbaglierebbe vistosamente chi invocasse la parabola per giustificare la sua abitudine inveterata a stare in fondo alla chiesa durante le celebrazioni. In chiesa, abituiamoci a occupare sempre i primi posti, per essere il più possibile vicini alla Mensa della Parola e alla Mensa del Pane di vita!
C-Ann-23 (Sap 9,13-18; Filem 9b-10.12-17; Lc 14,25-33) Impostare tutto alla luce di Dio è un’impresa difficile. Davanti a un’impresa impegnativa, bisogna fare bene i conti. Se ci manca qualcosa, chiedere a Dio che metta lui ciò che manca: la sua LUCE/GRAZIA.
C-Ann-24 (Es 32,7-11.13-14; 1Tim 1,12-17; Lc 15,1-32) 1° insegnamento: Dio è padre/madre; pensa dunque alla gioia che Dio prova quando ti dice: Va’ e d’ora in poi...! (= gioia verticale). 2° insegnamento: Anche tu devi provare questa gioia (= gioia orizzontale) nel godere del perdono che Dio concede agli altri, e di conseguenza nel perdonare volentieri i torti che ti hanno fatto.
C-Ann-25 (Am 8,4-7; 1Tm 2,1-8; Lc 16,1-13) Il denaro è una tentazione tremenda, che ci chiude in noi stessi. Invece il servizio di Dio ci apre sugli altri. Siamo invitati ad essere lungimiranti, a cercare il nostro vero guadagno.
C-Ann-26 (Am 6,1a.4-7; 1Tm 6,11-16; Lc 16,19-31) Anche se non siamo gli spensierati di Amos o il ricco della parabola, rischiamo però di essere un po' come loro quando ci asserviamo gli altri, invece di servirli. Facciamo in maniera tale che un giorno possa essere riferito a noi l'augurio della liturgia: "... e con Lazzaro, un tempo povero, possa tu avere un riposo eterno!".
C-Ann-27 (Ab 1,2-3; 2,2-4; 2Tm 1,6-8.13-14; Lc 17,5-10) Qualunque sia il nostro stato di vita, quando sopraggiunge la prova, facciamo nostra la raccomandazione di Parolo: "Ti ricordo di ravvivare il dono di Dio che è in te, e che ti fu dato nel giorno del tuo Battesimo, della tua Ordinazione..., del tuo Matrimonio!".
C-Ann-28 (2Re 5,14-17; 2Tm 2,8-13; Lc 17,11-19) A volte la nostra fede è come quella del Samaritano, che torna indietro; o come quella di Naaman, che pur inizialmente imperfetta poi migliora; altre volte siamo come gli altri 9 della parabola, che se ne vanno. Ma "Lui riamane fedele, perché non può rinnegare se stesso".
C-Ann-29 (Es 17,8-13; 2Tm 3,14–4,2; Lc 18,1-8) Se l’efficacia della preghiera insistente vale per la preghiera individuale, a maggior ragione vale per la preghiera liturgica, precisamente quella che veniamo a fare “in chiesa”, vale a dire “come Chiesa”.
C-Ann-30 (Sir 35,15b-17.20-22a; 2Tm 4,6-8.16-18; Lc 18,9-14) Quanto più grande è la debolezza del bambino, tanto più efficace è il suo pianto; quanto più grande è la nostra debolezza, tanto più efficace è la nostra preghiera.
C-Ann-31 (Sap 11,22–12,2; 2Tes 1,11–2,2; Lc 19,1-10) La Scrittura ci presenta Dio come una figura amorevole, paterna/materna, sollecita.Da sempre attende di essere invitato a casa nostra. A una sola condizione: che saliamo anche noi sull’albero, come Zaccheo.
C-Ann-32 (2Mac 7,1-2.9-14; 2Tes 2,16–3,5; Lc 20,27-38) Il pensiero dei n/ defunti = un pensiero sereno. La sofferenza del distacco rimane. Ma sappiamo (= crediamo) che sono presso Dio.
C-Ann-33 (Mal 3,19-20a; 2Tes 3,7-12; Lc 21,5-19) Un triplice invito: alla fiducia in Dio, alla perseveranza nella giustizia, alla perseveranza nell’operosità.

7. FESTE DEL SIGNORE

   
 
B-Corpus Domini (Es 24,3-8; Eb 9,11-15; Mc 14,12-16.22-26) "Ecce panis Angelorum, factus cibus viatorum!"
B-Trinità (Dt 4,32-34.39-40; Rm 8,14-17; Mt 28,16-20) "Impariamo a parlare di Dio con il linguaggio narrativo della Sacra Scrittura e operativo della Sacra Liturgia"
C-Battesimo Battesimo del Signore (Is 40,1-5.9-11; Tt 2,11-14; 3,4-7; Lc 3,15-16.21-22) Il Signore consola il suo popolo. Invito a vivere il nostro battesimo come evento di consolazione.
C-Corpus Domini (Gn 14,18-20; 1Cor 11,23-26; Lc 9,11b-17) Davanti all’Euc. due atteggiamenti possibili, suggeriti dalle prime parole della sequenza: (a) Ecco il pane degli Angeli; (b) pane dei pellegrini. In passato alcuni si sono soffermati solo su “pane degli Angeli”, e non comunicavano più. Si contentavano della comunione spirituale. Atteggiamento sbagliato. Gesù non ha istituito la comunione per gli Angeli, ma per noi che camminiamo curvi sotto il peso della vita.
C-Trinità (Pr 8,22-31; Rm 5,1-5; Gv 16,12-15) Davanti al mistero della Trinità ci sentiamo a disagio, anche per certe rappresentazioni geometriche che ci sono state impresse fin da bambini. Lasciamoci illuminare dalla S. Scrittura, che ci parla di Dio in maniera discorsiva, senza far ricorso ai triangoli.

 

8. FESTE DEI SANTI

Assunta-Vigilia

(1Cr 15,3-4.15-16; 16,1-2; 1Cor 15,54b-57; Lc 11,27-28) Come Maria: "Beati quelli che ascoltano la Parola di Dio"

Assunta-1

(Ap 11,19a; 12,1-6a.10ab; 1Cor 15,20-27a; Lc 1,39-56) Tre feste da tenere strettamente unite: Pasqua (Risurrezione di Gesù), 15 Agosto (Assunzione di Maria) e 2 Novembre (Memoria dei Defunti).

GiovBatt-Natività (Is 49,1-6; At 13,22-26; Lc 1,57-66.80)
Pietro e Paolo (At 12,1-11; 2Tim 4,6-8.17-18; Mt 16,13-19)
Tutti i Santi (Ap 7,2-4.9-14; 1Gv 3,1-3; Mt 5,1-12) Santi e Defunti accomunati da un'unica festa.