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SOMMARIO – Privilegiando la metodologia dei Padri che «prima pregavano, poi credevano», ci si domanda che cosa la lex orandi dice del presbitero. La scelta di lavorare sul testo del Sacramentario Veronese è motivata, oltre che dalla sua antichità, dalla sua presenza costante nella liturgia romana. Dall’esegesi strutturale della preghiera risulta che il presbitero, conformemente alla teologia delle tre funzioni ripartite su due gradi, è pastore, sacerdote e maestro di fede in aiuto al vescovo. Che il presbitero sia pastore e sacerdote, lo si è sempre saputo; ma nessuno oggi immagina che sia anche doctor fidei. Dopo aver raffrontato il testo originario con la felice revisione del 1968, e con l’assai meno felice riformulazione del 1990, l’articolo conclude con alcune riflessioni sull’omelia intesa come esercizio privilegiato del «magistero presbiterale».

SUMMARY – If we give our preference to the methodology of the Fathers, who «first prayed and then believed», one may ask what lex orandi has to say about the presbyter. The choice fell on the Verona Sacramentary as our study text, because of its permanent presence in the Roman liturgy, not to say anything of its antiquity. From the structural exegesis of this prayer there emerges the figure of the presbyter who, in line with the theology of the three functions divided in two steps, is pastor, priest and teacher of faith, as aid to the bishop. That the presbyter is a pastor and priest is well-known; but no one nowadays imagines that he is also doctor fidei. After having compared the original text with the pertinent revision of 1968 and with the much less felicitous re-formulation of 1990, the article concludes with some reflections on the homily understood as a privileged exercise in the «presbyterial magisterium».

 

Epiclesi

 

Eucaristia & Bibbia

  • C. GIRAUDO, Eucaristia [voce], in Temi teologici della Bibbia, Dizionari San Paolo, Cinisello B. 2010, 452-464

    SOMMARIO – I. Terminologia. II. Interesse e limite degli approcci prefigurativi e tematici. III. La dinamica salvifica della pasqua ebraica: 1. «Il sangue sarà per voi quale segno»; 2. «Questo giorno sarà per voi quale memoriale». IV. La dinamica salvifica della pasqua cristiana: 1. «Pridie quam pateretur»; 2. «Fate questo in memoriale di me». V. Spunti di esegesi biblico-liturgica dei racconti istituzionali: 1. «Prese il pane / il calice»; 2. «Pronunciò la benedizione / l’azione di grazie»; 3. «Lo spezzò e lo diede loro»; 4. «E disse: Prendete, mangiate / bevete»; 5. «Questo è il mio corpo / il mio sangue»; 6. «Che sta per essere dato / spezzato / fatto in pezzi / versato»; 7. «Per voi / per i molti». VI. Il racconto istituzionale nella liturgia eucaristica.
 

Eucaristia & Chiesa

  • C. GIRAUDO, Eucaristia e Chiesa [voce], in Dizionario di Ecclesiologia, Città Nuova, Roma 2010, 644-659

    SOMMARIO – 1. Terminologia; 2. Correlazione tra i due corpi di Cristo nella teologia paolina; 3. Intimo nesso tra Eucaristia e Chiesa nel pensiero dei Padri; 4. Dalla dissociazione tra Eucaristia e Chiesa all’ecclesiologia eucaristica; 5. Interazione dinamica tra Eucaristia e Chiesa nel magistero della “lex orandi”; 5.1. La preghiera eucaristica come unità dinamica; 5.2. L’interazione tra il “racconto-anamnesi” e la duplice epiclesi; 5.3. La comunione sacramentale, “fonte e culmine” del corpo ecclesiale; 5.4. Per una composizione armonica delle formule “in persona Christi” e “in persona Ecclesiae”.
 

Eucaristia & Ecologia

SOMMARIO – 1. Eucologia, ecologia, escatologia: tre parole chiave per capire l’Eucaristia; 2. “Stupore eucaristico”: un enciclica per ridestarlo ; 3. “L’Eucaristia: uno squarcio di cielo che si apre sulla terra”; 4. Ecologia ed escatologia nelle preghiere eucaristiche orientali; 5. Ecologia ed escatologia nelle nuove preghiere eucaristiche romane; 6. “Ite missa est”: gli impegni del ritorno al quotidiano; 7. L’Anno dell’Eucaristia: per verificare l’autenticità delle nostre Eucaristie.

 

Eucaristia & Etica

 

In persona Christi - In persona Ecclesiæ

SOMMARIO – La sistematica scolastica ha visto la consacrazione come un’azione sacra a sé stante, incorniciata da un complesso di preghiere. Per conferire uno statuto a queste due porzioni, essa ha coniato due formule distinte: nella consacrazione il ministro agisce in persona Christi, nelle preghiere agisce in persona Ecclesiæ. È giusto continuare a contrapporre le due formule e dare per scontata tanto la frammentazione della preghiera eucaristica quanto la frattura che ne deriva per il ruolo ministeriale? Una chiara risposta è offerta dalle mistagogie patristiche: pur sottolineando l’efficacia assoluta delle parole consacratorie, i Padri si preoccupavano di riferirla all’epiclesi e all’intera preghiera eucaristica.

 

Motuproprio Summorum Pontificum

SOMMARIO – I commenti che sono seguiti alla pubblicazione del motu proprio «Summorum Pontificum» si riconducono tutti all’«accettazione gioiosa» degli uni e all’«opposizione dura» degli altri. Sarebbe un peccato davvero grande, se noi, proprio in nome del Messale cui siamo affezionati, continuassimo a scavare, allargandolo sempre più, un fossato teologico che ci separa. Questa ostinazione ostacolerebbe inesorabilmente il nostro dovere di accostarci insieme, fraternamente concordi, a quella mensa eucaristica che anticipa ogni domenica, anzi ogni giorno, il banchetto escatologico. Nessuno, in coscienza, può rassegnarsi ad avallare una contrapposizione così poco edificante a proposito della celebrazione del sacramento che «edifica» la Chiesa. Dopo una lettura corsiva del documento di Benedetto XVI, l’articolo procede, limitatamente all’ordinario della Messa, a un oggettivo e sereno raffronto tra la liturgia tridentina e la liturgia rinnovata.

 

Omelia liturgica

SOMMARIO – Dopo un cenno ai documenti della riforma liturgica che trattano dell’omelia, si esaminano gli interventi più significativi fatti nel recente Sinodo sulla Parola di Dio. L’approccio biblico-pastorale si è rivelato ricco e stimolante, grazie alla presenza tra i sinodali di numerosi esegeti. Debole è parso invece l’approccio liturgico. Davanti a due interrogativi sollevati dalla lettura del materiale sinodale, l’articolista si chiede (a) se sia esatto riferire all’omelia la nozione di attualizzazione, e (b) se sia davvero l’omelia a concludere la liturgia della Parola.
SUMMARY– After a mention of the documents on the liturgical reform which deal with the homily, the more relevant interventions made in the recent Synod on the Word of God are examined. The biblical-pastoral approach proved to be rich and stimulating, thanks to the presence among the Synodal Fathers of many exegetes. On the contrary, the liturgical approach seemed to be weak. Confronted with two questions which arose in reading the material of the Synod, the author of the article asks (a) whether it is correct to refer to the homily the notion of actualization, and (b) whether one can really assert that it is the homily that closes the liturgy of the Word.

 
 

Pneumatologie en Orient et en Occident

RÉSUMÉ – Tout en évoquant l’action de l’Esprit Saint, l’épiclèse ne s’identifie pas avec sa formulation évoluée qui est l’épiclèse pneumatologique des anaphores orientales et des nouvelles prières eucharistiques romaines. On a grand intérêt à la considérer d’abord sur la base commune des différentes prières liturgiques, soient-elles bibliques, juives ou chrétiennes. L’épiclèse se présente alors comme la demande forte qui, dans le but de se donner un fondement plus ferme, attire et incorpore à la prière le lieu théologique scripturaire de l’événement dont on fait mémoire. Dans le cas de l’eucharistie, la demande pour la transformation des dons au corps sacramentel en vue de notre transformation au corps ecclésial, assez tôt enrichie de la dimension pneumatologique, s’appuie donc et s’ouvre sur le récit de l’institution. Quels sont les enseignements théologiques à tirer d’une réflexion sur l’épiclèse des prières eucharistiques orientales et occidentales? À partir de l’interaction féconde entre la double épiclèse (qui se prolonge dans les intercessions) et le récit de l’institution (qui se poursuit dans l’anamnèse), on peut approfondir les dimensions dynamique, pneumatologique, eschatologique, éthique et ecclésiale de l’eucharistie. Sachant qu’elle «vit de l’eucharistie» (Jean-Paul II), l’Église en prière invoque la descente de l’Esprit «sur nous et sur ces dons, pour qu’il transforme les dons, afin que nous soyons transformés en un seul corps» (anaphores byzantines), le corps mystique qui, tout en étant déjà parfait, reste encore à parfaire.

 
 

Pro multis

SOMMARIO – Per rispondere al dilemma se l’espressione pro multis significhi per molti o per tutti, ci si interroga sull’iter che ha portato alla sua fusione anaforica con pro vobis. Si scopre che la liturgia ha unito la tradizione lucano-paolina (pro vobis) con la tradizione matteano-marciana (pro multis). L’osservazione di tutte le anafore d’Oriente e d’Occidente conferma che non è possibile immaginare che il pro multis intervenga a restringere l’ampiezza del pro vobis. Il valore inclusivo di pro multis trova conferma nella variante giovannea pro mundi vita che figura in numerose anafore orientali.
SUMMARY – To respond to the dilemma whether the expression pro multis means for many or for all, one must ask about the iter that has become fused in the anaphora with pro vobis. One discovers that the liturgy has united thetradition of Luke and Paul (pro vobis) with that of Matthew and Mark (pro multis). The observation of all the anaphoras of the East and West confirms that it is impossible to imagine that pro multis would intervene torestrict the extensiveness of pro vobis. The inclusive value of pro multis finds its confirmation in John’s variant pro mundi vita which figures in numerous Eastern anaphoras.

 

SOMMARIO – Per rispondere al dilemma se l’espressione pro multis significhi «per molti» o «per tutti», ci si interroga sull’iter che ha portato alla sua fusione anaforica con pro vobis. Si scopre allora che la liturgia, preoccupata di non perdere nulla del dato scritturistico, ha composto la tradizione lucano-paolina (pro vobis) con la tradizione matteano-marciana (pro multis), riguardate come due varianti che si confermano e si rafforzano a vicenda. Solo in un secondo momento, in contesto parenetico, la teologia ha postulato l’esistenza di una contrapposizione allo scopo di proporre una riflessione etico-spirituale. L’osservazione di tutte le anafore d’Oriente e d’Occidente conferma che non è possibile immaginare che il pro multis intervenga a restringere l’ampiezza del pro vobis. Il valore inclusivo di pro multis, sostenuto da tutta l’esegesi, trova conferma nella variante giovannea pro mundi vita che figura in numerose anafore orientali.
SUMMARY – To answer the question of whether the phrase pro multis means «for many» or «for all», we wonder about the iter which led to its anaphoric merger with pro vobis. It turns out that the liturgy, worried about not losing any scriptural datum, composed the Lucan-Pauline tradition (pro vobis) with the Matthean-Marcian tradition (pro multis), regarding them as two variants that confirm and reinforce each other. Only later, in the parenetical context, did theology postulate the existence of an opposition in order to propose an ethical and spiritual reflection. The observation of all the anaphoras of East and West confirms that it is not possible to imagine that the pro multis would intervene to restrict the extent of the pro vobis. The inclusive value of the pro multis, supported by the whole exegesis, is confirmed by the Johannine variation pro mundi vita appearing in many Eastern anaphoras.

 

Storia di una ricerca

 

Superest ut perfectio fiat

 

Theotokos

SOMMARIO
In sintonia con l’aforisma De Maria numquam satis, la tradizione delle preghiere eucaristiche ha saputo tessere le lodi della Vergine con sconfinata ammirazione, ardente umanità e misura esemplare. Dall’esame di cento antiche preghiere eucaristiche d’Oriente e d’Occidente risulta che la Madre di Dio interviene in due collocazione pressoché obbligate. A parte il caso di qualche raro formulario che non la nomina esplicitamente, essa figura in maniera abituale nell’anamnesi cristologica del prefazio o del post-Sanctus e in maniera stabile nell’intercessione per la Chiesa trionfante. L’elevata frequenza della formula «memento», che ne introduce la menzione, solleva il quesito se abbia senso «pregare per la Tuttasanta» o se sia più logico «pregare con la Tuttasanta». La rassegna dei formulari si conclude con uno sguardo alle anafore mariane della tradizione etiopica: fascinose e poetiche, ma prive di spina dorsale a causa di una mancata attenzione alla struttura anaforica.

 
 

Traduzione & Tradizione

 

Proclamazione e ascolto